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Verso una nuova social media strategy per il Distretto Culturale Evoluto “Urbino e il Montefeltro”

19 febbraio 2015

Riportiamo qui di seguito un estratto del contributo Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche Università di Urbino, partner del progetto di informazione e comunicazione del Distretto Culturale Evoluto “Urbino e il Montefeltro”, presente nella pubblicazione Paper – Distretto Culturale Evoluto “Urbino e il Montefeltro”: innovare con la cultura e la creatività.

L’interessante analisi può essere letta interamente scaricando la versione in pdf del Paper pubblicata nella sezione “Documenti”.

“Partiamo dalla definizione teorica di distretto culturale evoluto, che è un modello di sviluppo economico e sociale a base locale «nel quale l’innovazione culturale si traduce in capacità innovativa di sistema, anche attraverso la complementarità con l’innovazione scientifica e tecnologica, creando nuove risorse per la produzione culturale stessa, e aumentando contemporaneamente la qualità della vita e l’attrattività del sistema locale» (Sacco 2006a, p. 13).

Se accettiamo, come abbiamo fatto con questo progetto, tale accezione di distretto culturale evoluto, non sfuggirà il fatto che la comunicazione e la sua gestione strategica è ciò che permette al distretto stesso di esistere, di darsi consistenza relazionale e di essere conosciuto e riconosciuto come tale. Parallelamente, questo approccio sottolinea la centralità della cultura, nella sua accezione più ampia, dell’innovazione e della dimensione del buon vivere coordinate e dipendenti da sinergie sociali, economiche e culturali che sono attivate e guidate da scelte strategiche.

Su questo principio che identifica il valore cruciale della comunicazione e della messa in rete delle conoscenze si sono basate le attività di disseminazione, diffusione e sensibilizzazione alla cultura digitale organizzate in tutto il territorio del Montefeltro – rivolte a imprenditori e freelance dell’ambito creativo – che sono state curate e organizzate dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università di Urbino Carlo Bo. L’obiettivo dei nove seminari eccellenti e del workshop finale, che hanno visto come relatori tra i maggiori esperti italiani di cultura digitale e di strategie di comunicazione web based e social media based, è stato proprio quello di cercare di incidere sull’approccio culturale del territorio, diffondendo la consapevolezza che tutti gli strumenti comunicativi offerti dal web hanno una doppia utilità: quella auto-promozionale, ma anche quella di costruire reti di relazione tra i vari attori del territorio. Perché se l’innovazione e l’economia della conoscenza sono le basi “teoriche” del distretto culturale evoluto, il compito che tutti i partner del progetto Distretto Culturale Evoluto Urbino e il Montefeltro si sono posti è stato proprio quello di “annaffiare” un terreno creativo e innovativo già presente, consentendogli di “unire i puntini” per costruire un quadro più coeso che possa avere uno sviluppo ulteriore. Infatti, come sostenuto da Roberta Milano, i social network più che essere un fine devono essere considerati come strumenti della promozione ma soprattutto di aggregazione del territorio. Quello che serve è dunque una regia – una social curation – in grado di intercettare quelle realtà pubbliche e/o private che, se coordinate verso obiettivi comuni, permettono di promuovere una destinazione ma anche di valorizzarne il carattere e l’identità. Ovvero si tratta di usare il web per “unire i puntini” che ogni territorio possiede per dare corpo, sul piano dell’offerta e della creatività, al disegno di un territorio.

Il tentativo da noi compiuto di mappare la presenza online di un’entità geografica e simbolica come il Montefeltro, ci ha restituito una fotografia dalla quale siamo partiti per poter innescare un processo di narrazione digitale differente di questo territorio. O meglio, ha aumentato la nostra consapevolezza che proprio sul racconto del territorio bisognava andare ad agire, avendo ben presente che le narrazioni digitali sono sia auto-costruite (da soggetti più istituzionali quali enti, istituzioni, tessuto imprenditoriale, ecc.) ma anche etero-costruite (turisti, visitatori, consumatori di prodotti e territori, ecc.).

In questo senso risultano fondamentali le attività di monitoraggio e di misurazione delle conversazioni online, come sostenuto da Vincenzo Cosenza, oltre che tutte quelle di content management, come esaustivamente chiarito da Luca Alagna.

Pertanto tutte le attività del progetto sono state pianificate con la consapevolezza che “nessun modello può funzionare in un contesto nel quale i residenti non siano messi nella misura più ampia possibile in condizione di accedere a – e di utilizzare efficacemente – informazioni e competenze complesse, di relazionarsi in modo costruttivo e cooperativo, di identificarsi con convinzione in un progetto di senso condiviso che non soltanto “parla” a coloro che contribuiscono a costruirlo ma anche e soprattutto a coloro che vivono e operano in altri contesti, caratterizzati da altri codici di senso” (Sacco 2006b, p. 5).”

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