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Lella Mazzoli

Un patchwork mediale per Urbino e il Montefeltro. Intervista a Lella Mazzoli

5 agosto 2013

Nella società contemporanea nella quale vengono ridisegnate le relazioni tra individui e società, nonché i modi di abitare, di partecipare, di comunicare, cosa significa raccontare un territorio? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Lella Mazzoli, alla guida del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, ordinario di sociologia della comunicazione, direttore del Laboratorio di Ricerca di Comunicazione avanzata del’Università di Urbino e dell’IFG (Istituto per la Formazione al Giornalismo), partner del progetto informativo per l’attuazione di un Distretto Culturale Evoluto Urbino e il Montefeltro.

“Raccontare oggi il territorio – dice la professoressa Mazzoli – implica necessariamente concettualizzarlo in maniera differente rispetto al passato, sincronizzarlo con la società contemporanea, con la sua complessità”.

Può aiutarci a capire?

L’identità di un territorio è il risultato di un racconto che proviene da singoli soggetti che hanno la possibilità di produrre, dare forma e condividere le proprie narrazioni. Oggi, con le tecnologie di comunicazione a base sociale questo racconto diventa sempre più evidente. I media sociali vanno a integrarsi con i “vecchi” media. In questo senso anche il racconto del territorio è una narrazione che vede insieme vecchie e nuovi mezzi, vecchie e nuove rappresentazioni. Rispetto al passato, però, e qui pongo l’attenzione sui social network, le persone attraverso questi nuovi media possono partecipare attivamente perché possono produrre contenuti e condividerli. Da qui la metafora del patchwork mediale: tanti pezzi messi insieme dagli utenti per costruire un quadro completo dal punto di vista degli utenti stessi, da parte di coloro che narrano il territorio utilizzando media e linguaggi diversi.

Come intende quindi comunicare il distretto culturale evoluto Urbino e il Montefeltro?

Intanto cercando di capire quali sono le caratteristice e l’identità del territorio.  Un territorio normalmente si presenta con caratteristiche differenti. Questo è un fatto positivo perchè mostra tante peculiarità e ricchezza. Ma il compito del Distretto Culturale Evoluto è anche quello di dare forza alle differenze ricostruendole in un unicum che non elimina nulla ma esalta tutto. Questa immagine di insieme va raccontata, va diffusa attraverso una comunicazione adeguata che faccia appunto emergere l’idea forte del territorio Urbino e il Montefeltro. Lo si dovrà fare, di questo sono pienamente convinta, integrando i media mainstream (tv, radio, carta stampata) con i nuovi media (intendo i social media che è poi quello di cui tutto il gruppo del Dipartimento si occupa in questo lavoro). Ritengo ciò fondamentale per coinvolgere tutti i diversi operatori, abitanti e visitatori promuovendo una più forte partecipazione dal basso. L’uso dei social media qui è fondamentale. Tante saranno le narrazioni quante saranno le persone che porteranno contenuti e ci aiuteranno a capire le nostre plurali differenze e ci permetteranno di raccontare il territorio in modo assolutamente innovativo e democratico. I contributi e i risultati di contenuto dovranno essere di tutti. Ci dobbiamo riconoscere in questa realtà, condividerla e, perchè no, volerle bene.

Qual è l’obiettivo?

Attraverso gli incontri informativi, il nuovo portale del Distretto,  cercheremo di incoraggiare un atteggiamento proattivo verso i temi dell’innovazione. Una spinta propulsiva che andrà ad animare sempre nuovi elementi di vita del Montefeltro: sarà possibile ripensare e mettere in discussione, in modo molto laico, i modelli tradizionali di creatività, sia essa industriale, artigianale, nonché proporre nuovi ambiti di intervento. Ecco che l’ambiente social è un ambiente ideale per incoraggiare la comunità a partecipare attivamente alla condivisione e alla produzione della cultura, canalizzare al meglio l’energia degli operatori del territorio cooptandoli nel processo di costruzione di una nuova immagine territoriale. Occorre che chi parteciperà a questi incontri ci creda, si fidi, si confronti, cambi e ci faccia cambiare idea. È questa la base per innovare.

Chi potrà beneficiarne maggiormente?

I benefici saranno per tutti coloro che sapranno cogliere questa opportunità. Le persone dovrebbero mettersi in comunicazione. Credo che il gruppo con cui lavoro abbia molte competenze in questa direzione, molti contatti con professionisti della comunicazione, e notevoli capacità relazionali che ci piace mettere a disposizione per crescere e fare esperienza assieme. Il lavoro che vorremmo fare punta a creare una rete del territorio, un luogo di cittadinanza dove raccontare e interagire con altra gente.

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