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Il Montefeltro ha svolto un ruolo fondamentale non solo nella storia del nostro Paese, ma anche nello sviluppo culturale dell’intera civiltà occidentale. Dopo i fasti del Rinascimento esso non è stato più in grado di riproporre quella sintesi di visionarietà, innovazione e reattività che avevano caratterizzato la corte di Federico da Montefeltro. Tra le criticità presenti nel territorio colpisce la bassa densità abitativa, lo spopolamento dell’area, una frantumazione dei rapporti sociali, l’innalzamento dell’età media della popolazione residente, collegamenti insufficienti, perdita di posti di lavoro nell’industria tradizionale manifatturiera e nell’imprenditoria agricola e soprattutto la difficoltà di trarre un vantaggio competitivo rispetto ad altri territori sfruttando le proprie risorse territoriali, culturali e creative. Nonostante queste criticità, il Montefeltro possiede alcune caratteristiche che potrebbero porre l’intero territorio in una posizione preferenziale all’interno del nuovo scenario economico, dove si stanno sviluppando le attività legate alla cultura e alla conoscenza in ambito europeo e anche italiano. I punti di forza sono sicuramente la presenza di enti formativi di qualità anche in ambito culturale e creativo, le ingenti risorse simboliche e paesaggistiche, la presenza di un patrimonio storico e culturale rilevante. Il Montefeltro consente la pianificazione di un sistema di distretto culturale evoluto grazie alla presenza di un tessuto imprenditoriale sensibile agli obiettivi di valorizzazione culturale, alla conoscenza e identificazione diffusa del sistema locale nei confronti del proprio patrimonio culturale e delle proprie ricchezze paesaggistiche, l’esistenza di istituzioni educative interessate a perseguire una formazione di eccellenza nel campo delle nuove professionalità culturali e tecnologiche.

Nel caso del Montefeltro, il modello di distretto culturale evoluto si rivela uno strumento particolarmente adatto a favorire e guidare lo sviluppo di due ambiti di interventi tra di loro collegati: quello delle industrie culturali creative e quelle della partecipazione culturale attiva.

La strategia proposta dal progetto ha come obiettivo quello più ampio di coinvolgere l’intera comunità all’interno di un piano di sviluppo condiviso sul territorio basato sulla cultura. Il progetto mira a coinvolgere la popolazione locale in un processo collettivo di narrazione identitaria e avviare un processo di sviluppo che possa autosostenersi nel tempo, attirare sul territorio risorse, talenti, generare nuove filiere produttive e nuovi modelli imprenditoriali autoctoni. Il Progetto Informativo prevede azioni (attività di informazione e comunicazione come seminari, focus group, utilizzo dei social media) rivolte agli operatori del settore turismo, commercio, artigianato e servizi al fine di diffondere la consapevolezza circa la necessità di implementare nuovi modelli di sviluppo sostenibile. La proposta informativa produrrà effetti importanti: da una parte l’arricchimento del bagaglio di conoscenze tecniche degli utenti, dall’altro la possibilità concreta di metterli in comunicazione. La finalità è quella di creare un sistema nel territorio, una rete con una maggiore capacità comunicativa e competitiva.

Il territorio d’intervento comprende quattro Comunità Montane (Alto e Medio Metauro, ente capofila; Catria e Nerone; Montefeltro e dell’Alta Val Marecchia), 36 comuni di cui 29 fanno parte della Provincia di Pesaro e Urbino e 7 del territorio della Comunità dell’Alta Val Marecchia, in provincia di Rimini, per una superficie complessiva pari a 1801,33 km e una popolazione di 100.995 abitanti (densità 56,06 ab/kmq).

Parte dei contenuti di cui sopra sono tratti da ‘Mappatura delle attività artistiche e culturali del territorio del Gal Montefeltro Sviluppo’ (a cura di Camera Work Srl di Jesi, coordinatore scientifico di progetto); e da ‘Cultura e Sviluppo locale: attivazione di una piattaforma comunicativa come presupposto per lo sviluppo del distretto culturale evoluto di ‘Urbino e il Montefeltro” (a cura di Pier Luigi Sacco).