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Marco Balducci

Manitaliane: il Made In Italy approda nel colosso cinese. Intervista all’imprenditore e ideatore del marchio, Marco Balducci

12 novembre 2014

Lo scorso giugno è stato firmato il primo accordo nel suo genere tra l’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la municipalità cinese di Jimo, città del Nord-Est del colosso cinese, per lo sviluppo commerciale delle imprese italiane, specialmente le micro, medie e piccole nel mercato cinese. In particolare l’accordo garantisce alle piccole e medie imprese italiane di entrare nel mercato cinese, attraverso la partecipazione al Progetto Jimo all’interno del centro commerciale dedicato esclusivamente al Made in Italy: “The Mall International”. Un distretto permanete del made in Italy con l’obiettivo di diventare una piattaforma distributiva a livello nazionale (Cina), la prima vera forza asiatica di riferimento. Distribuito su 300mila mq di superficie di vendita suddivisi in 100mila mq per hotel e ristoranti e 20mila mq per negozi all’ingrosso e dettaglio dedicati all’Italia, il progetto Jimo si rivolge ai settori di moda, agroalimentare, cosmesi, oreficeria e arredamento di design. Una nuova via, una grande opportunità per l’export del made in Italy che è stata colta da Marco Balducci, imprenditore di Mercatello sul Metauro, proprietario dell’Agriturismo Ca’Montioni, che ha deciso di dare vita a un marchio “Manitaliane” con lo scopo principale di aumentare il valore del prodotto Made in Italy rispetto a un prodotto italiano di dubbia provenienza.

A cosa fa riferimento “Manitaliane”?

A due parole che rappresentano l’Italia che lavora. I nostri clienti dovranno vedere nel marchio la “promessa” implicita di qualità che si aspetta dal prodotto etichettato “Manitaliane”, determinandone così l’acquisto nel futuro e rendendo il prodotto più appetibile rispetto a quelli della concorrenza. L’esperienza, la creatività, il prodotto di qualità, l’unicità del territorio Italiano sono i fattori che generano la volontà di credere che micro-piccoli artigiani italiani abbiano diritto  di essere presenti nel mercato globale. La necessità di trovare e/o offrire ad un mercato pronto ad accogliere il prodotto Made in Italy fa si che un’idea si trasformi in “Manitaliane”, un gruppo di lavoro con esperienza e capacità che intende portare avanti con serietà gli obiettivi preposti.

Quale è l’obiettivo principale?

L’obiettivo principale che intendiamo portare avanti è quello di dare la possibilità a prodotti artigianali italiani di essere presenti nei mercati nazionali e internazionali, comunicando con forza l’unicità del mondo Italiano, con le sue tradizioni, i suoi paesaggi e la sua cultura.

Perché le piccole imprese italiane dovrebbero aderire?

La municipalità di Jimo ha costruito 26 kmq di paglioni dove all’interno si aprirà “The Mall International” con all’interno lo spazio Made in Italy. Ogni giorno sono già presenti 150.000 visitatori con un indotto potenziale di 500 milioni di persone. Manitaliane vuole offrire la possibilità a micro/piccoli produttori di esportare i propri prodotti all’estero mettendo a loro disposizione la garanzia di entrare in un mercato estero che non guarda la quantità ma la qualità del prodotto. Di vendere i propri prodotti al massimo del prezzo di mercato e non sottopagato. Di abbattere al massimo possibile le spese per l’esportazione del prodotto eliminando problemi di gestione-ordini e logistica. E la garanzia di pagamento o reso della merce.

Urbino e il Montefeltro come sarà presente nel progetto Jimo e come potrà rappresentare al meglio la tradizione e la cultura italiana?

Urbino e il Montefeltro saranno presenti in due modalità: Manitaliane sta prendendo accordi con i piccoli produttori per creare un “paniere” di prodotti di alta qualità, agroalimentare, artigianato e moda. Manitaliane sarà soprattutto organo di garanzia sui prodotti selezionati perchè questi mantengano i requisiti del Made in Italy e delle certificazioni sanitarie, bio e necessariamente di elevata qualità. Inoltre, io stesso sarò presente nel “Mall International” a Jimo come chef di riferimento per l’inaugurazione e per gli eventuali cooking show che verranno effettuati durante l’anno per presentare prodotti Italiani ai clienti asiatici, per far assaporare al meglio le qualità e per presentare gli abbinamenti enogastronomici.

Cosa manca in questo territorio che invece potrebbe determinare un salto in avanti nell’export del made in Italy?

La possibilità di avere un sistema valido che metta in contatto la domanda con l’offerta, sia per i produttori e sia per le attività turistiche; ecco perché abbiamo pensato a Manitaliane: una macchina che crea la “maglia mancante” tra la domanda e l’offerta.

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