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L’Arboreto – Teatro Dimora ospite a Cagli il 21 Maggio

14 maggio 2015

L’Arboreto – Teatro Dimora è un’esperienza artistica nata nel 1998 a Mondaino, terra di confine del Montefeltro, e il 21 maggio Fabio Biondi, direttore artistico di L’Arboreto – Teatro Dimora, sarà al teatro di Cagli per il terzo degli incontri del ciclo DISTRETTO CULTURALE EVOLUTO: L’ECCELLENZA DEL TERRITORIO per raccontare la sua storia. Abbiamo voluto conoscerli meglio, in attesa di vederli sul palco del Teatro Comunale, facendo qualche domanda.

Cosa si intende con Teatro Dimora?
Un teatro laboratorio, residenziale, per interrogarsi sul proprio tempo, la contemporaneità e la tensione multidisciplinare.
Un teatro laboratorio che ha scelto due atti di pensiero e due pratiche di lavoro: residenze creative e formazione professionale, intesa come trasmissione del sapere e della conoscenza, nel dialogo fra maestri e allievi (di nuovo, maestri e margherite?). Soprattutto le residenze intese come un tempo e un luogo altri da dedicare (donare) allo studio, alla ricerca e alla sperimentazione, senza pensare subito alla visibilità del prodotto.

Perché proprio Mondaino? Perché L’Arboreto nasce qui e non altrove? Cosa avete trovato in questa terra di Montefeltro?
Perché Mondaino ci ha cercati (nel 1996) e ci ha posto una domanda molto semplice e diretta “avete un’idea per abitare di nuovo questo paesaggio naturale?”.
Il paesaggio naturale era un ex arboreto sperimentale della flora mediterranea, gestito dalla Guardia Forestale: 9 ettari di bosco con circa 6.000 piante e circa 110 specie arboree studiate.
Abbiamo trovato un luogo che, dall’ascolto, ci ha suggerito che cosa fare e perché (come) farlo.
Ricordo che Mondaino è uno degli avamposti dei Malatesta che guardava e combatteva il Montefeltro.
Quindi, Mondaino è un paese proprio sul confine, meticcio.

Quanto contano l’innovazione e la ricerca in un’esperienza come la vostra?
Questo è un discorso lungo e complicato. Diciamo che può o potrebbero contare molto o poco.
Forse sembrerà strano, ma per noi innovazione e ricerca hanno a che fare con…
– Non siamo stanziali perché vogliamo favorire e sostenere il nomadismo degli artisti.
– Siamo stanziali perché ci piace Raffaello Baldini: Mo viaza tè, mè a stagh bén do ch’a so, ch’i vén da fura, aquè… (Raffaello Baldini)
– Siamo stanziali perché a noi piace Nino Pedretti:“Bisogna che mi riabitui ai gesti lenti, all’attesa, alla pazienza. In questo laboratorio vivente, io sento trasferirsi in maniera tangibile e grandiosa l’astuto e silenzioso farsi della materia.” (Nino Pedretti)
Eppure, crediamo e siamo certi di essere dei viaggiatori del tempo (Eugenio Barba), e in quanto tali attraversiamo, con la lentezza delle bellezza, l’innovazione e la ricerca, intesi come abiti che indossiamo e poi togliamo subito. Di seguito, senza interruzione.

Quanto è difficile oggi fare cultura in Italia? Perché, anche se senza dubbio esistono delle difficoltà in questo campo , continuano a nascere esperienze come la vostra?
È difficile perché la cultura in Italia (in occidente) è diventata sempre più performativa, deve rendere subito: un prodotto da consumare, subito in fretta, senza perdere tempo.
E questo ha o potrebbe avere un senso, ovviamente; un senso di mercato, forse.
Manca quella parte nobile, elegante – estetica + etica – per la quale cultura è o potrebbe essere un processo creativo, aperto, leggero, profondo, solidale, urgente eppure anche inutile alla vista dei produttori e dei consumatori di soli beni materiali. L’arboreto – Teatro Dimora è nato nel 1998 come la possibilità di condividere una speranza o un sogno. Oggi, dopo diciotto anni l’Arboreto è stato definito un progetto di senso, innovativo e originale. Eppure rischiamo di chiudere ogni giorno, domani, e non ci paghiamo da diversi mesi. Eppure siamo ostinati e vogliamo continuare a sognare o comunque non siamo più disposti a rinunciare ai nostri sogni o alle nostre speranze, più semplicemente. Con tutto il rispetto per chi ha molto più talento o rabbia di noi e ha scelto di vivere più serenamente di noi e con meno crisi familiari.

 

Foto: da www.arboreto.org

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