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La Land Art al Furlo: una passeggiata nella natura fra opere d’arte

18 maggio 2015

Andreina De Tomassi, giornalista e scrittrice, è la coofondatrice della Casa degli Artisti, inviata di Repubblica, laureata in Sociologia dell’Arte e della Letteratura, ha anche vinto il Premio Metauro per l’operatività culturale. Sarà ospite al Teatro Comunale di Cagli giovedì 21 maggio al convegno “Residenze creative e territorio: rapporto con gli artisti e nuovi pubblici”.
Oggi fa parte delle persone che sono dietro al parco-museo di Sant’Anna del Furlo: “La Land Art al Furlo, giunta alla VI edizione, proposta clou della Casa degli Artisti, è prima di tutto una passeggiata nella natura fra opere d’arte. È un invito alla contemplazione, alla meraviglia passo dopo passo. La Natura della Gola del Furlo è essa stessa un’opera d’arte: rocce millenarie a picco sul fiume smeraldo, il Candigliano, alberi secolari, boschi selvatici e parlanti, regno di animali notturni e diurni, non a caso è una Riserva Statale. Le opere che anno dopo anno vengono installate nel percorso di un chilometro, molte tornano alla natura, è la legge della land art, sono solo un omaggio “transeunte” alla bellezza circostante. In cinque edizioni si sono avvicendati più di duecento artisti e tutti hanno rispettato lo Statuto della nostra Associazione: creare e proporre Arte sostenibile”.1383269_749366611762940_1339870877_n

Al Furlo si parla di Land Art. È possibile, in un territorio come il Montefeltro, allargare il concetto e parlare di “Land Art Diffusa”?
Noi, intendo mio marito ed io, abbiamo comprato la casa degli operai “elettrici” nel 2003, è da allora che andiamo proponendo arte, poesia (con la “Zattera dei Poeti), musica, video, insomma Cultura come traino di un turismo cortese; quindi, più è diffusa, meglio è per tutti. Però chiederei il coinvolgimento di studiosi dell’arte contemporanea per proporre delle belle iniziative. L’improvvisazione della Land art come contorno alla fagiolata non mi piace.

Quanto questa cosa può aver influenzato lo sviluppo del territorio?
Si dovrebbe studiare, analizzare quanto il nome del Furlo, come marchio, sia conosciuto e apprezzato in Italia. Dalle migliaia di visitatori alle centinaia di artisti coinvolti, alla poderosa rassegna stampa, sono sicura che il Furlo ha acquistato molti “adoratori”. Noi offriamo una proposta alta è il territorio che non è pronto.

Perché la Casa degli Artisti si è fermata proprio al Furlo? Che cosa avete trovato in questo territorio che vi ha convinti a dar vita qui a questa esperienza?
Il Furlo è un sipario perfetto, un Teatro naturale per gli eventi, che non devono mai mancare di rispetto al territorio: no ai decibel troppo urlati, no alle luci notturne violente, ecc… Fermarsi non vuol dire staticità, vuol dire scegliere un luogo e da lì agire culturalmente, sempre consapevoli della spinta glocal.

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