MENU
AndreaSassi_int

Innovazione e know how per un processo di riconversione della “Valle del Jeans”

6 maggio 2015

Passione, innovazione e un know how che viene da lontano: c’è tutto questo dietro a PromoJeans, l’azienda del vadese di Andrea Sassi, che venerdì 8 maggio alle ore 16,30, presso “Trattamenti Tessili Pedini” in Via Ca’ Maspino a Sant’Angelo in Vado, sarà tra i relatori dell’incontro “Cultura e tradizione nell’imprenditorialità. Ripartiamo da ieri per costruire il domani. Il tessile secondo quelli che hanno fatto storia”.

 

È opinione comune che la “Valle del Jeans” sia quasi morta, anche se alcune realtà resistono. Da queste ceneri è nata però PromoJeans.
PromoJeans è un marchio di abbigliamento tecnico per motociclisti, nato da appena 4 anni, prodotto e commercializzato da una azienda della quale ora sono responsabile e amministratore, la DOMINO CREATIONS. In pratica progettiamo, produciamo e commercializziamo a livello mondiale abbigliamento protettivo per motociclisti, sullo specifico jeans con protezioni.

Come è nata l’idea di unire le ultime trovate tecnologiche (il kevlar), con la tua passione (le moto) e con quello che era il bagaglio di “saper fare” della tua famiglia da sempre nel settore del tessile?
Tutto nasce dalla passione personale, essendo io un motociclista e dall’esigenza di creare qualcosa che non esisteva fino ad allora. La situazione di crisi della manifattura tessile in Italia mi ha spinto a cercare una alternativa e ovviamente sfruttare struttura e competenze già acquisite in dieci anni di esperienza nel settore moda, sono state le scelte più razionali per iniziare!
La ricerca di materiali innovativi come il kevlar e il conseguente adattamento alla produzione sono stati processi fondamentali di questo progetto innovativo, che ha come risultato l’impiego alternativo per un prodotto che esiste da prima del 1900… il Jeans!

Come è avvenuto questo processo di riconversione? Che strumenti usi per pubblicizzare, far conoscere e vendere i tuoi prodotti?
Inizialmente la ricerca è stata fondamentale, poi sono susseguiti tentativi e tanta perseveranza anche di fronte a fallimenti. Non è così semplice ed immediato raggiungere un nuovo percorso, ma la costanza e la convinzione di poter riuscire sono un ottimo carburante! I miei prodotti vengono distribuiti in Italia attraverso una rete commerciale di 12 agenti che coprono l’intero territorio nazionale con 230 punti vendita. Sito internet, Facebook e comunicazione cartacea su riviste del settore sono i mezzi di comunicazione e formazione con i quali stiamo crescendo anno dopo anno.

Quanto ha contato per il tuo progetto il territorio in cui si è sviluppato? Perché PromoJeans nasce nel Montefeltro e non altrove?
Il territorio sicuramente ha avuto un ruolo fondamentale e continua ad averlo. Questa era la “Valle del Jeans” (purtroppo era!) e in questa zona tutto era incentrato sul jeans e sull’abbigliamento. Fornitori, laboratori, lavanderie e stirerie, tutto questo ha creato un know how e un sistema organizzato che non si trova facilmente da nessun altra parte. Ci sono zone geografiche tipiche per diversi settori, dal mobile, alla maglieria, alla meccanica: questo è una delle zone più importanti a livello nazionale per quanto concerne il jeans. Anche oggi, nonostante ci sia stata una decimazione di aziende, questa zona continua ad avere un potenziale importante su questo settore e molte aziende a livello nazionale si rivolgono a imprenditori di questo territorio per i loro brands, perché sanno che qua “sanno fare il jeans”.
La mia è stata una partenza “scontata”, l’azienda di famiglia operava qua da 30 anni e io ho sfruttato e convertito molti dei fornitori che già utilizzavamo prima con la moda!
Quanto conta l’innovazione nei tuoi progetti?
Tantissimo, non bisogna mai fermarsi. Un comportamento imprenditoriale “rilassato” al giorno d’oggi, che tende a non guardare al futuro e nuove opportunità, prima o poi risulterà superato, non più efficiente e con la velocità di cambiamento dei nostri tempi, ci si ritroverebbe in men che non si dica ad avere una attività obsoleta e non più funzionale. Purtroppo è quello che è accaduto a diverse aziende costrette a chiudere. Io sono continuamente alla ricerca di novità, nuove proposte e innovazione, in modo che siano gli altri a dovermi “rincorrere”.

Condividi
Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on Facebook0Pin on Pinterest0

Articoli correlati

I commenti sono chiusi.

« »