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“Il Distretto Culturale Evoluto Urbino e il Montefeltro” secondo Massimo Ciabocchi, presidente Comunità montana Catria e Nerone

14 febbraio 2014

La comunità montana Catria e Nerone rientra nel territorio d’intervento del progetto DCEUeilM. Abbiamo incontrato il presidente Massimo Ciabocchi.

Quali obiettivi condivide la Comunità montana Catria e Nerone del Distretto Culturale Evoluto Urbino e il Montefeltro?

Valorizzare le eccellenze già esistenti, imprenditoriali e culturali, ma soprattutto fare un passo in avanti.

In quale direzione?

Sono tre le strade che ci stanno particolarmente a cuore: vorremmo ridare vita all’officina teatrale per fare ripartire un’economia legata ai mestieri del teatro. Oltre alle professioni artistiche, dietro le quinte lavorano organizzatori e tecnici. Pensiamo ai macchinisti, elettricisti, fonici, attrezzisti, addetti alle luci, sarti, truccatori, parrucchieri. Sono figure fondamentali per la riuscita di uno spettacolo. In questo momento, grazie al progetto CAGLI PRIMA A TEATRO, presentato dal  presidente dell’Istituzione Teatro Comunale, Massimo Puliani, il Teatro di Cagli è sede di anteprime internazionali e sede di nuove produzioni under 35. Con l’attivazione di corsi con docenti e personale qualificato potremmo formare i giovani del territorio ai mestieri che ruotano intorno al palcoscenico di un teatro. Esperienze positive in questo senso ce ne sono molte in questa città, maturate in passato grazie al progetto “Marche Teatro Commission” e soprattutto alla proficua attività dell’allora direttore artistico Sandro Pascucci.

La seconda strada da prendere vede Cagli centro di riferimento per tutte le realtà del territorio che tentano di ricostruire fedelmente avvenimenti, riti, mestieri per il recupero della memoria storica popolare e dell’identità culturale attraverso manifestazioni, giochi e rievocazioni storiche. Si possono creare opportunità di lavoro: dallo studio e la ricerca fino a quello di riproporre fedelmente un avvenimento per poter promuovere la conoscenza e diffondere la cultura locale. Potremmo così trainare il territorio in un circuito nazionale ospitando iniziative, manifestazioni e rievocazioni di respiro nazionale.

Altro importante obiettivo sul quale puntiamo è la realizzazione di un Distretto dello Sport Equestre, in alcune zone intorno a Cagli, denominato “Marche Horse Park” dedicato allo sport, al turismo equestre nonché ad attività turistico-sportive legate alla valorizzazione delle risorse naturali paesaggistiche per mettere in moto un processo di sviluppo economico sociale connessi all’incremento della domanda di ricettività turistica e alla creazione di un nuova domanda di servizi e prodotti legati all’attività equestre.

Tutte le strade portano a Cagli, e il territorio?

Di questi progetti ne potranno beneficiare non solo i cagliesi ma i giovani del territorio che oggi fuggono via perché non trovano occasioni importanti per spendere le proprie energie e per fare esperienza delle proprie ambizioni. Dobbiamo coinvolgere i ragazzi per creare una marca riconoscibile e promuoverla insieme alle organizzazioni pubbliche e alle aziende virtuose. Urbino e il Montefeltro è un marchio condivisibile e Cagli può fare molto per costruire questo marchio. Per questo chiediamo che anche le aziende condividano il progetto. Gli imprenditori e i giovani innovatori che già conoscono realtà al di fuori dei confini nazionali possono aiutarci a raccontare nel migliore modo possibile le eccellenze che ci contraddistinguono.

Che tempi ci sono per precorrere queste strade?

L’auspicio è quello di realizzare i progetti nel giro di poco tempo perché i nostri giovani hanno bisogno di certezze e i nostri territori di crescita.

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