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Cariaggi Fine Yarns Collection, quando l’innovazione è sostenibile. Intervista a Cristiana Cariaggi

16 dicembre 2013

“Un lungo filo lega gli Altopiani della Mongolia cinese e le Ande peruviane. Un filo che attraversa la storia. Un filo che unisce due terre lontane, e che a queste terre è legato in modo indissolubile. Un filo fatto dalle due fibre più preziose al mondo. Due materiali la cui origine si perde nel mito, e il cui fascino è più forte del tempo. Perché parlando un linguaggio terreno ci raccontano l’ignoto”. Quel filo attraversa la storia di Cariaggi Fine Yarns Collection, l’azienda di Cagli che nel 2008 ha festeggiato i suoi cinquant’anni, tra le più importanti a livello internazionale nella produzione di filati pregiati per la maglieria, tessitura e accessori di alta gamma.

La storia dell’azienda risale al 1958 quando Aurelio Cariaggi fonda la filatura che, a partire dagli anni ‘70, grazie allo spirito imprenditoriale e alla naturale propensione all’innovazione del figlio Piergiorgio, oggi Amministratore Delegato, inizia un percorso di continua e costante crescita. L’azienda è nota per avere intrapreso la strada del filato biologico, volta a riscoprire anche nel primo anello della produzione moda, il filato, il naturale, l’ecologico, il sano. Una linea che porta il nome di Systema Natvrae, esempio dell’ importante impegno “green” dell’azienda.

Systema Natvrae – ci spiega Cristiana Cariaggi, consigliere d’amministrazione – è cashmere tinto per infusione di erbe bacche e radici. Grazie alla totale assenza di sostanze chimiche per la tintura offre, a partire dalle fibre pregiate provenienti dall’Alashian (Mongolia cinese), un filato assolutamente naturale. Gli elementi vegetali vengono utilizzati singolarmente o combinati secondo varie ricette per ottenere una cartella colore che copra un’ampia gamma di tonalità. L’avanzata tecnologia applicata all’estrazione del colore consente di ottenere dei risultati di altissima qualità in termini di affidabilità e durata”.

Nella linea Systema Natvrae, assume particolare rilievo il guado, tintura vegetale dall’antica e rinomata tradizione. Il pigmento, estratto dalla crocifera erbacea biennale (conosciuta, appunto, come guado) coltivata nelle campagne della provincia di Pesaro-Urbino e lavorato per Cariaggi da un artigiano locale, ha rappresentato fin dal XIV secolo il solo colorante in grado di dare una tonalità azzurra di elevata qualità, sia in termini cromatici, sia in termini di resistenza alla luce e all’usura, una preziosa ricchezza per il territorio del Montefeltro tanto da essere definito “oro blu”.

Materiali esclusivi, massima attenzione al servizio, alto contenuto di ricerca, innovazione tecnologica degli impianti, ufficio stile all’avanguardia sono gli elementi che accompagnano la crescita e lo sviluppo di Cariaggi Fine Yarns Collection.

Presenti in 28 Paesi esteri, con particolare rilevanza in USA e Giappone, l’azienda conta un fatturato di 101,2 milioni di euro nel 2012 (Italia 62,17% – estero 37,83%) con una previsione di crescita nel 2013 pari a circa 103 milioni.

L’azienda ha 260 dipendenti, la cui età media è di 44 anni e prevalentemente del territorio marchigiano. L’azienda assicura ai figli dei dipendenti un servizio di asilo nei locali dello Yabadabbaduu di Acqualagna ed ha finanziato il progetto che prevede Laboratori di inglese con insegnanti di madrelingua nelle scuole del territorio (Cagli, Cantiano, Pergola).

Qual è la novità della collezione Autunno-inverno 2014/2015?

“L’azienda ha continuato a investire sulla linea Fantasia, presentata per la prima volta nella scorsa stagione invernale, con interessanti novità: Nuage (74% cashmere, 26% seta) – filato la cui particolare costruzione permette di unire la seta al cashmere e al quale la successiva garzatura dona una morbidezza a più strati, ulteriormente impreziosita da una superficie leggermente satinata – viene proposto nella nuova collezione anche nelle inedite versioni con paillettes e con lurex. Bouclé (93% cashmere, 7% seta), un filo che presenta un effetto persian in bouclé di cashmere, presentato per l’AI13-14 solo nella versione bicolore, viene proposto per questa stagione anche in colori uniti e con un importante ampliamento della cartella colori, passata da 20 a 35 colori. Le assolute novità di questa stagione sono Wave (87% cashmere-13% seta), un filato realizzato con una particolare tecnica di lavorazione grazie alla quale le due fibre si uniscono in un inedito effetto stampa; e Alps (54% seta – 36 % cashmere – 10% poliammide), un filato che grazie ad una speciale lavorazione consente la fuoriuscita della fibra del cashmere creando un particolare effetto di maglieria simile ad un garzato, esaltando in tal modo la tridimensionalità e la profondità del colore”.

L’azienda punta su innovazione e ricerca: destina infatti il 3% del fatturato in Ricerca e Sviluppo e il 2% in comunicazione e continua a fare investimenti in ogni area aziendale, dal personale alla produzione introducendo costantemente in azienda giovani leve e formandole ad una professione legata alla precisione dell’artigianalità, ma allo stesso tempo all’avanguardia grazie alle tecnologie inserite. I filati evoluti nascono in reparti ad alta tecnologia, dove Cariaggi Fine Yarns Collection accoglie e forma mani esperte e menti attente che, con rigore made in Italy, seguono la filatura, cardata e pettinata, delle fibre pregiate. Mani abili e approccio high tech anche per i controlli qualità. Il dipartimento controllo qualità testa il prodotto in tutte le fasi di lavorazione, dal reparto alla confezione. Analisi della resistenza, pilling test, test di solidità dei colori, archivio e verifica fotometrica dei colori, lavaggio interno per prove di finissaggio dei filati: dati scientifici per attestare un prodotto impeccabile.

Il Distretto Culturale Evoluto Urbino e il Montefeltro vuole mettere in moto una grande azione culturale per rilanciare il sistema economico. Quale sarà secondo lei la maggiore sfida?

“Quella di avviare una concreta collaborazione tra le istituzioni e le imprese del territorio, la capacità di guardare ai problemi, essere maggiormente organizzati nel rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini e delle aziende”.

 

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