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Angelo Cruciani, il creativo che usa il cuore. E’ suo il progetto “Love square l’amore invade la città”. E a Milano, oggi 14 febbraio 2014, lancia il falsh mob al bacio

14 febbraio 2014

La notizia è su tutti i maggiori quotidiani nazionali, riviste e magazine della città di Milano così come online (per esempio qui). Piazza Oberdan, a Milano, diventa Love Square dal progetto Love Square Project, ideato da Angelo Cruciani (36 anni), nato a Cagli (ma ha vissuto la sua adolescenza a Cantiano), che lancia nel giorno di San Valentino, nella festa degli innamorati, un grande Flash Mob. Un minuto di bacio collettivo per una Milano in Love.

Love Square Piazza Oberdan Milano

L’appuntamento con il bacio è alle ore 15,30 in Piazza Oberdan, Milano.

Ma chi è Angelo Cruciani? Artista e creativo dalle diverse esperienze formative ed espressive, Angelo giovanissimo ha già una lunga carriera alle spalle. Nel 1994 inizia il suo percorso nel mondo della moda, prima come modello e successivamente come designer. Angelo ha sempre pensato all’abbigliamento come possibilità estetica di espressione e linguaggio diretto con il mondo; “la scelta di ogni elemento che caratterizza la nostra immagine racconta più di quanto le apparenze vogliano nascondere”. Sin dagli esordi le sue creazioni hanno sempre avuto un forte legame con la storia sociale di riferimento: “la creazione spesso avviene come sintesi di un’ analisi culturale”.

Ha iniziato la sua carriera lavorando per oltre trenta marchi di case di moda nazionali e internazionali tra le quali Energie, Miss Sixty, Phard, Piero Guidi, Refrigiwear, e Murphy&Nye, per poi seguire in questi ultimi anni i progetti più personali come Misael e la preparazione del lancio del suo marchio.

Angelo Cruciani artista opera seguendo l’onda dell’ispirazione, dalla pittura più classica che lo ha portato ad esplorare tematiche più sociali, alla perfomance fino alla street art che lo ha fatto conoscere per i forti accenti di originalità. Nel 2006 comincia a dipingere icone di Cristo (Gesustreet) in giro per l’Italia, l’Europa, l’Asia facendo molto parlare di sé, fino alla performance che lo ha visto protagonista a New York. Dal 2012 il suo lavoro si è spostato sull’attrazione energetica del simbolo. Tra il 2008 e il 2011 si è perfezionato curatore di mostre, seguendo oltre quaranta artisti. Oggi Angelo Cruciani concilia in modo perfetto le sue due passioni che procedono con un ritmo armonico e complementare.

Cosa succederà dunque nel pomeriggio di oggi a Milano?

Da due anni dipingo cuori a Piazza Oberdan. Per questo ho sentito l’esigenza di realizzare a Milano, nel giorno della festa degli innamorati, uno scatto che potesse dare alla città una veste diversa dallo stereotipo con cui spesso viene vista. Per un minuto, dalle 15.30 alle 15.31, dentro ogni cuore disegnato sull’asfalto di piazza Oberdan, una coppia si bacerà. Cattureremo quell’istante con una fotografia dall’alto (Manuel Scrima, fotografo internazionale) per ritrarre un enorme bacio collettivo. L’immagine che verrà fuori, una Milano lontana dal grigiore ma piena d’amore, sarà lanciata su tutte le piattaforme digitali internazionali.

Che ragazzo è Angelo?

Sono un ragazzo dalle esigenze semplici e dai sogni impossibili. Sono un giovane dai valori genuini tipici di chi proviene dall’entroterra ma dal desiderio costante di scavalcare ogni orizzonte. Angelo è difficile da definire perché la sua forma è sempre in evoluzione e cambiamento.

Come sei arrivato a Shangai?

Da quando ho iniziato a lavorare nel mondo della moda, la mia reale residenza è sempre stata in movimento su un qualsiasi mezzo di trasporto. Ho iniziato a frequentare la Cina nel 1999, all’epoca era molto diversa da oggi, dal 2010 sono tornato a vivere a Shanghai anche se sempre a intermittenza, alternandola con Milano e altre mete obbligate della mia anima vagabonda. Ora la Cina offre, a chi è desideroso di esprimersi, appoggio e accoglienza. Shanghai mi dona un grande senso positivo, sono tornato per via di una collaborazione con l’EXPO e grazie a Misael un progetto multicreativo che ho seguito per quattro anni.

Quanto hai lavorato per affermare la tua professionalità?

Forse la verità è che non ho mai lavorato, o perlomeno, non ho mai vissuto il lavoro come tale. Ho la possibilità di fare della quotidianità quelle cose che farei nel tempo libero, preferisco chiamarlo gioco, a cui dedico circa 12/14 ore al giorno, sabati e domeniche inclusi. Poi, però, ho anche molti e intensi momenti di studio ed evasione. L’unica guida che ho avuto per cercare di migliorarmi è stata l’umiltà. Iniziare a lavorare da giovanissimo mi ha aiutato a sviluppare velocemente il senso di responsabilità, anche se ancora mi sento un ragazzino. Sono ormai diciotto anni che lavoro nella moda.

Come vedevi a 15 anni il tuo territorio, e oggi?

Quando avevo 15 anni come tutti gli adolescenti avevo il desiderio di fuggire e cercare un posto simile a me… ma quel disagio era solo il riflesso della classica difficoltà dovuta ad un età complicata. Oggi mi manca la mia amata Cantiano, dove ancora vive la mia famiglia e gli amici che coltivo da sempre. Ho meravigliosi rapporti anche con Cagli dove sono nato e ho vissuto per otto anni, e Urbino, la culla del mio amore per l’arte.

Torneresti a casa se…?

La parte più importante di me forse non è mai partita… Io non mi sento lontano, porto le mie radici, le Marche, con me ovunque. Non conosco cosa significa vivere in un solo posto, la mia famiglia si è sempre spostata molto ed io amo questo vivere gitano. Da anziano mi vedo vivere in una tenda su Monte Petrano ma ancora ho cento anni per cambiare idea.

La foto in evidenza è di Manuel Scrima

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